lunedì 16 giugno 2014
mercoledì 11 giugno 2014
giovedì 5 giugno 2014
Are you really asking me about the Eurovision?
Interview with Brian.
Here the original in Russian.
It's been almost 20 years since Placebo was founded. What is the most important thing that happened during this period?It’s serious question. I guess the most important thing is that our band is productive for such a long time and we still refuse to go off.
We can't do anything else. And I’ve never had a real job. I’ve founded Placebo right after graduation from the University. Songwriting — that’s what I do!
There were a lot of bands who had started the same time we did, but in the end they gave up and went to work. In this sense, we're like The Rolling Stones. They have a lot of money so there’s no need to go on tours. But they do this because they have no other interests. So do we.
Now our band is in the privileged position. Every time we release new album, people are interested in listening to it. Even after 20 years. It’s unbelievable! And I’m very grateful for that.
How did your poetic skills change during this time?
I think I’ve become better at crating stories. Stories with their characters. You can notice that in our new album «Loud Like Love».
Paradoxical, but it makes me more vulnerable and honest in my songs.
How has the internet changed the music industry?
It has changed everything! Nobody buys vinyl and CDs…
Is that good or bad?
It depends on the listener. Isn’t it?
Now we have a generation of people who think that things that require a lot of money and effort to be created should be free. I think if you don't buy albums of your favorite band it won’t be able to stay in the music industry for a long time. They will be forced to find another job, like driving a taxi or wiping glasses in a bar
I hope you have enough money not to leave music industry?
To be honest, I don't want to discuss financial issues.
What do you think of Conchita Wurst, the winner of Eurovision 2014?
Are you really asking me about the Eurovision? Are you serious?! It's a waste of time! I don’t have a TV and I don’t give a fuck about Eurovision. It’s not even cultural event. You’re wasting your time asking me about it.
What’s the craziest things your fans ever did?
When somebody jumps out the stage it can be dangerous sometimes. There were occasions when our equipment had been broken down by those guys. We disapprove actions like that. Thankfully this happens less and less. But still there is a lot of people who try to run to the stage and hug me while I’m singing a song. Hell! Why are you doing this? Can't you see I'm working at the moment?! It's not the very best time for hugs!
Also over the past 20 years many strange things have been thrown on stage. Bottle of urine. Bullets. And even ham, a box of ham. It's just unreal! Oh, and coins! Coins are very painful!
You have a lot of collaborations. Who was the most interesting musician you've ever worked with?
I can’t answer this question. It would be quite rude.
Tell us about your son.
Cody loves me very much. He saw with his own eyes haw difficult playing music and touring is.
Many people say that your music is gloomy enough. Do you like to listen to something more cheerful? Like pop-music, reggae…
Reggae? I like reggae! I also love classical music and opera. And I don’t listen to a lot of rock'n'roll. As for me there’s not much of interesting material in this genre.
My favorite rock-band is The National. I also like Queens of the Stone Age. And a girlband from California named Warpaint. Yeah, I love them too.
Some people think that you look like Jared Leto. How do you like this comparison?
We know each other. Jared is very talented. He won the Oscar for best supporting actor for his role in Dallas Buyers Club. And he’s very interesting person. So if somebody compares as it’s not a problem for me.
Are you a happy man?
Yes, I'm fairly happy man. And I am lucky one because I’m doing what I really like to do. Most of the people on our planet don’t have such opportunity.
E ora.
Please, due minuti di silenzio per apprezzare la pura essenza del Molko-spirit nella risposta su Eurovision.
Credo di essere morta dal ridere quando l'ho letta.
Lo amo. E quando fa così mi ricordo perché.
Poi.
La risposta sulla collaborazione più interessante, ovvero, Brian si sta palesemente infastidendo con l'intervistatore. Chissà se il malcapitato lo intuisce? Prima gli stronca la domanda sui financial issues, poi quasi lo spara affanculo per Conchita, ora gli fa cortesemente notare che ha fatto una domanda del cazzo.
Lo amo. L'ho già detto? No?
Poi, vabbè, mi raccomando Brian - in caso qualcuno se lo fosse perso dalle 654654654654mila interviste precedenti - incidentalmente precisiamo sempre che io-non-ho-mai-avuto-un-vero-lavoro(e-invece-voi-poveri-mortali-sì-gnè-gnè-gnè) però cazzo, che volgari cafoni 'sti fan che ti disturbano mentre stai lavorando (sul palco)!!!
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venerdì 30 maggio 2014
Of laziness, shipping and other totally useless thoughts. Aka - Dovrei pensare a cose più serie. Ma anche no.
Dovrei fare cose che non ho voglia di fare. Sai che novità. E lo scazzo è tale che è pure troppa fatica costruirci un dialogo su.
Il sole splende fuori dalle finestre in modo persin troppo propositivo e gli uccellini che cinguettano garruli sui rami dopo un po' rompono pure un po' i coglioni.
Non ho voglia di seguire alcun filo logico.
Ma di Mollamy si muore? mmmh? No perché sono in un periodo particolarmente propenso ma mi rendo conto che ogni cosa nuova che leggo mi riduce sempre peggio.
Sorrido e annuisco al pc con l'aria di chi ne sa e vado in giro con un'espressione ebete stampata in faccia che, a pensarci bene, non è mica poi così giustificata. Ché quando leggo storie mi viene da scriverne e quando ho qualcosa da scrivere per la testa mi scollego più di quanto non faccia abitualmente.
Perché si dovrebbe morire di tutto ciò? Potrebbe essere una domanda. Perché prima o poi finirò investita da un pullman che non ho sentito arrivare - ok il volume delle cuffie è un altro elemento che non aiuta, è pur vero questo - o rimarrò coinvolta in qualcosa senza accorgermene. L'altro giorno un controllore ha dovuto chiedermi (urlarmi per l'esattezza) il biglietto per sei volte prima che io reagissi in modo significativo. E non che non l'avessi visto eh. Solo che lo stavo fissando con sguardo vacuo senza realmente metterlo a fuoco. Anzi. Mi ero convinta che fosse un tizio che chiedeva soldi e quindi lo ignoravo ostentatamente.
Figura di merda n. 125695468. Tonfo epocale nel ripiombare nella realtà. Conseguente imbarazzo. Altrettanto conseguente tentativo del controllore (che avrà avuto sì e no la mia età) di sfruttare la situazione a suo vantaggio accennando un principio di baccaglio, precipitosamente stroncato sul nascere - sembrare ancora più squilibrati di quanto realmente si sia a volte ha i suoi vantaggi.
Ma perché sto raccontando questo?
Ah già. Mollamy&cause di morte. Per dire che in questo momento potrebbe entrare un tizio armato e gridare "tutti a terra o siete morti" e io ovviamente sarei morta perché non me ne accorgerei. Magari gli sorriderei annuendo un momento prima di sentire lo sparo e vedere - a questo punto dall'alto perché sarei morta e fuori dal mio corpo - le mie budella sparse tra la scrivania, la sedia e lo schermo del pc.
Son cose.
Un giorno o l'altro dovrò seriamente fare un elenco di tutte le cose ben oltre il limite del demenziale che porta a fare e dire l'essere un fan.
Potrei anche farlo adesso ma il mio neurone residuo sta cercando di sbloccare una scena e l'unica cosa che mi viene in mente è l'idea di qualche tempo fa di provare a dire Unsustainable ruttando.
Cose che uno dovrebbe tenersi per sé n. 41654651615.
Non che l'idea sia stata accolta con disapprovazione, anzi. Se non altro, a dire minchiate, non ci si sente mai troppo soli.
Sono giorni che mi gira per la testa un post di ricordi e di commiato. Sono giorni che si portano dietro sensazioni che vorrebbero tornare ma che appartengono ad un'altra vita. Scrivere di qualcosa è un buon modo per separarsene, tutto sommato. Ma non è ancora questo il momento. Devo pensarci su. Se ce la faccio a pensare ad una cosa per più di dieci minuti di fila senza distrarmi.
Non sono qui. E questa è una realtà incontrovertibile.
Ma qualcosa, ad un certo punto, mi ha convinta del fatto che la cosa non è necessariamente un problema. A volte i piani si sfalsano e cozzano. Ma si sopravvive.
Si sopravvive sempre a tutto. Forse è questo il problema.
Stamattina avevo in loop New Born e ogni volta che la ascolto mi meraviglio di quanto sia geniale la struttura di quella canzone.
Sono afflitta dal dubbio che Brian si sia tagliato i capelli perché in quella specie di minivideo che hanno postato ha il berretto di lana (tipico della stagione) e non si vedono code che spuntano.
Mi guardo intorno con aria sperduta e mi rendo conto che in certi momenti sto veramente aspettando che succeda qualcosa.
Cosa? Non ne ho la più remota idea ma ho imparato ad essere meno stronza con i miei stati d'animo e a non maltrattarli troppo. Magari anche ad assecondarli un po'.
- Ma l'anno scorso era in questo periodo che siamo andati a...
- No. E' stato quando mi ha punto la medusa. Lo stesso giorno in cui è uscito il video di Too Many Friends...
- ------------------
Stralci di conversazioni a cazzo.
Quando realizzi che un anno della tua vita è stato scandito dalle date relative al lancio di un album.
E quando, nel realizzarlo, ti senti pure un po' orgoglioso, manco lo avessi fatto uscire tu, quell'album.
E c'era qualcos'altro che volevo dire ma mi sa che mi sono dimenticata.
Lo so che l'avevo già postato neanche troppo tempo fa ma in questi giorni va così, sono in fissa con questa.
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giovedì 29 maggio 2014
1003
Questa è una storia.
Non è uno di quei pezzi mezzi veri e mezzi inventati.
Quegli scorci di situazioni plausibili.
Questa è una storia.
Non ha una trama.
Non ha dei personaggi.
Non ha neanche un finale.
Però ha un inizio, quello sì.
Un inizio preciso, con una data, 10 marzo.
E visto che è una storia, in qualche modo vuole essere raccontata.
Questa è la storia di una storia.
Arrivata il 10 marzo, probabilmente scritta un po’ prima, letta subito.
Una storia che parlava di qualcosa senza rendersene conto.
Una storia che non sapeva cosa stava raccontando perché non era ancora successo.
Una storia che non sapeva ancora a chi si stava rivolgendo.
Una storia che parlava a qualcuno, anche se non l’avrebbe mai ammesso.
Una storia che ho letto la mattina, appena sveglia, restando poi a guardare il soffitto e chiedendomi quanto di consapevole ci fosse, quanto di nascosto, quanto di intenzionale.
Una storia che mi ha impresso nella memoria ogni gesto delle ore successive. Che mi ha lasciata immobile e incredula a chiedermi quanto grande fosse il pericolo che stavo sentendo arrivare.
Una storia che era così bella da farmi pensare di essere pronta ad affrontarlo, quel pericolo.
Una pista da ballo e un vicolo.
Lacrime e sorpresa.
Qualcosa che succede troppo in fretta e ti lascia nel mezzo di niente.
Qualcosa da cui non puoi più andartene.
Qualcosa in cui non puoi restare.
Esistenze prepotenti che si impongono su quello che avrebbe potuto essere e sprazzi di un futuro possibile ma sempre meno convinto di se stesso.
Ritmi sballati e vite che non si incastrano.
Treni e sms alle tre del mattino.
Ancora lacrime ma niente più sorprese.
E silenzio.
E poche righe.
Tutto quello che rimane.
Insieme a una data e a un mucchietto di fogli spiegazzati con una scritta nera ed enorme al centro.
Questa è una storia vera.
Per questo non ha un senso e non ha un finale.
Efp
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martedì 27 maggio 2014
mercoledì 21 maggio 2014
martedì 20 maggio 2014
Passive Aggressive
Every time I rise
I see you falling
Can you find me space
Inside your bleeding heart
Londra – Gennaio 2001
Ci sono persone geneticamente programmate per tramutare in merda tutto quello che toccano. Brian Molko è senza dubbio una di loro.
O almeno così la pensa Matthew Bellamy mentre, con gesti stizziti, cerca il suo rasoio in mezzo al caos di matite per occhi, ombretti e altri non meglio identificati prodotti di make-up con cui Brian gli ha invaso il bagno.
- Testa di cazzo - borbotta a denti stretti sbattendo malamente in un angolo una palette di varie sfumature di grigio ormai quasi alla fine. Rimane a fissarla senza vederla.
- Stronza puttana egocentrica - con tono piatto. Come se sull'ombretto ci fosse scritto quello invece di Mac.
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lunedì 19 maggio 2014
Get me out of this place
- Comunque è vero...
- Cosa?
- Sembri un'adolescente.
- -----
- -----
- Eh?
- Sì, vabbè, ciao.
- No, cosa, scusa? Stavo solo...
- Scrivendo un messaggio. Sì. Il duecentesimo da quando siamo qui.
- Ma figurati, dai, ho solo risposto a un paio di cose...
- Sembri un'adolescente. Anzi. In realtà non ti ho mai vista fare così neanche quando eri adolescente.
- Non avevamo ancora i cellulari. E comunque non si collegavano a internet.
- E questo è anche vero. Ma si può sapere con chi stai parlando?
- Ma niente, una mia amica.
- -----
- Non mi fare quella faccia, vuoi leggere?
- No, per carità...
- E quindi?
- In che cosa ti stai cacciando?
- Perché dovrei cacciarmi in qualcosa?
continue reading...
lunedì 12 maggio 2014
Come Home
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venerdì 18 aprile 2014
Disappear without a trace
...per circa tre settimane.
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domenica 13 aprile 2014
giovedì 10 aprile 2014
Kiss me through your warning darkness, kiss me now so I can breathe, kiss me once then I am leaving, kiss me once then kiss yourself goodbye
C'è davvero troppo sole perché io possa pensare lucidamente.
L'acqua riflette lampi metallici e gli occhi mi lacrimano ma non voglio chiuderli.
Non so da quanto sono ferma su questa roccia ma le ombre si sono spostate.
Le ombre con quello che si portano dietro.
Le ombre con le creature che le abitano.
Sono quasi certa che non rivedrò più quello che aspetto di vedere ma non posso fare a meno di fissare un orizzonte di luce cercando di indovinarne la sagoma.
C'è stato un tempo in cui quest'acqua era vuota.
Un tempo prima del tempo, in cui la Luna era cieca e le onde non avevano denti.
Non c'è più nessuno che ricordi quel tempo. A parte me.
La luna ora ha occhi argentei pieni di rancore e l'acqua è viola e affamata.
Non si torna indietro dall'acqua. Non si muore, neanche, nell'acqua. E forse quella è la parte peggiore.
C'è qualcosa imprigionato nell'acqua che urla un dolore folle e straziante. Ci sono sguardi stralunati e vuoti. Ci sono occhi che non si possono più chiudere su quello che hanno visto.
Un movimento. Quasi impercettibile. Un leggero sfarfallio ai margini del campo visivo. Qualcuno ne aveva parlato, una volta, ma non era stato ascoltato. Qualcuno aveva capito. Ma nessuno aveva preso sul serio i suoi avvertimenti.
Un altro movimento. Questa volta più visibile. Più fisico.
Ho aspettato troppo e le ombre mi stanno raggiungendo. Le ombre con quello che ci vive dentro. Le ombre che masticano e singhiozzano.
Resto immobile. Non posso andarmene. Voglio vedere. Voglio vederla ancora una volta.
L'orizzonte è una linea di metallo fuso e io vedo forme che non possono esistere. E' stato un momento. Il guizzare di un corpo appena fuori dall'acqua e l'azzurro della pelle in controluce. Mischiato al viola, al rosso, all'argento, al fuoco. I colori sono impazziti. E la realtà ha ceduto. Ma questo è stato in un'altra era.
Qualcosa mi sfiora il braccio. Ha spine di ghiaccio. Non voglio guardare la pelle in quel punto perché so che sta già diventando nera.
Cerco di stringermi senza muovermi troppo. Lo spazio sulla roccia è sempre più piccolo e la roccia sta diventando sempre più fredda. Ormai non posso più andarmene.
Continuo a guardare. Continuo a cercare. So che non la vedrò mai più. So che al suo posto arriveranno altre cose. E la loro pelle non sarà blu. I loro occhi non saranno gialli.
So che adesso la luce è troppo forte e non la vedrei comunque.
C'è qualcosa sulla mia schiena. Scende lungo la spina dorsale e mi lascia addosso una strana scia di insensibilità.
Non posso fare più niente. Loro sono qui.
Loro sono qui per mangiarmi.
giovedì 3 aprile 2014
mercoledì 2 aprile 2014
I refuse to remain in regrets
E niente, l'intro di B3 mi ha colpita a tradimento con un acuto attacco di nostalgia e ho realizzato che non la risentivo dal 23 novembre a Bologna.
...and will now go off and trim my moustache.
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31 marzo,
AAAAAAWWWW,
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lunedì 31 marzo 2014
giovedì 27 marzo 2014
Stefan's right. He looks...he looks MAJESTIC (2.00)
So happy that they decided to share this!
And Brian's laugh is one of the few things in the world that always succeeds in mending my bad mood.
lunedì 24 marzo 2014
mercoledì 19 marzo 2014
It's your age, It's my rage.
O forse, sarà che alla depressione tendo a preferire l'incazzatura. Dà più energie, mantiene attivi, rende propositivi e pare faccia anche bruciare più calorie, il che non guasta mai.
La rabbia è un sentimento fondamentalmente tabù, perché non sta bene arrabbiarsi.
La rabbia è una reazione scomoda, politicamente scorretta.
E' sintomo di mancanza di controllo, di mancanza di equilibrio.
Tutti si lanciano in elaborate teorie pseudo psicologiche per spiegare la rabbia.
Si ha l'esigenza di rivestire di razionalità un sentimento che è sostanzialmente e prima di tutto istintivo e quindi - per buona parte - irrazionale.
E l'irrazionalità è un altro tabù in un contesto di soggetti prevalentemente affetti da manie di controllo.
La rabbia è considerata un qualcosa da cui si deve guarire, perché siamo anche nell'epoca in cui va così terribilmente di moda essere zen.
Se ti incazzi, inevitabilmente, il motivo della tua incazzatura passerà in secondo piano perché l'attenzione di tutti sarà concentrata sul fatto che stai dando i numeri. O magari ti sei beccato un bell'esaurimento nervoso.
E, pensate un po', questa cosa mi fa profondamente incazzare.
Prendo un bicchiere e lo lancio contro un muro.
Non dirmi di non farlo. Chiedimi perché lo faccio. Forse eviterai che ti rompa tutto il servizio.
Tiro un pugno sullo stipite di una porta. Legno che scricchiola. Ossa che scricchiolano.
Non dirmi di non farmi male. Chiedimi perché lo sto facendo. Magari eviterò di spaccartelo, quel cazzo di stipite.
Ti urlo addosso le cose peggiori che qualcuno avrà mai il coraggio di dirti.
Levati quella cazzo di espressione scioccata e chiediti perché qualcuno te le sta dicendo, quelle cose. Magari eviterò di dirti proprio tutta la verità.
La rabbia folle, cieca, sorda e soprattutto stronza che si accanisce contro tutto quello che trova. La rabbia violenta. Che ha bisogno di scorrere via come il sangue.
La rabbia che è sana, naturale, fisiologica.
La rabbia è un sentimento preziosissimo. Io me la tengo stretta, questa rabbia. Non la lascerò andare finché non sarà lei a volerlo.
Essere arrabbiata è meglio di essere ferita.
Cose da cambiare. Scatole da chiudere e progetti da costruire.
Compro un biglietto aereo.
Ho voglia di andarmene. Ho voglia di muovermi. Di cancellare quello che mi ha fatto incazzare.
La rabbia mi serve per sapere a che punto sono.
Quando smetterò di sentirla vorrà dire che sarò veramente pronta ad andare oltre.
lunedì 17 marzo 2014
No one ever likes the right person. (B.E.Ellis - The Rules of Attraction)
Ho aspettato un po' ad esprimermi sul video per essere meno polemica ma è stata una pessima idea. Piuttosto controproducente, in verità, perché all'aumentare delle mie ore di attesa sono aumentati i commenti in giro per Placebolandia, con il conseguente effetto di un aumento esponenziale della mia sensazione di fastidio verso tutto e tutti.
Sono una pessima persona, ma questo ormai lo sapete.
A me questo video è piaciuto. E anche parecchio.
Nonostante le perplessità che continuo a mantenere sull'effettiva necessità di una trilogia - che, davvero, la stessa parola trilogia ormai me l'ha fatta a pezzettini. E nonostante lo schema sia veramente molto uguale simile a TMF.
Non ho molte elucubrazioni da portare a sostegno. Mi piace a pelle, forse ancora più di TMF che mi aveva un po' spiazzata. E' come se ora, conoscendo le regole del gioco, fossi riuscita ad apprezzarlo meglio fin da subito.
Mi piace perché è curato in ogni singolo particolare. Perché è molto pensato. E mi piacciono pure i riferimenti all'universo Ellis, pur con tutto il mio odio per quell'individuo - non gli perdonerò mai la scena del topo di American Psycho, l'ho già detto che non gli perdonerò mai la scena del topo? Ecco, io odio la scena del topo e odio lui per averla scritta. Dicevo. I riferimenti. Più che ad AP ce ne ho visti parecchi alle Rules of Attraction, a partire dalla tizia che vomita. Poi non so, forse è stata proprio quella trashata colossale - che di fatto è il centro della faccenda - a farmi ridere all'inizio e a mettermi in una disposizione d'animo favorevole.
Mi piace l'ambientazione di annoiata ricchezza. Mi piace che sia retro.
Adoro il fatto che loro compaiono conciati diversamente nei due video ma solo in modo marginale. E in particolare mi piace come sono conciati in questo.
Ripeto, forse avrei preferito che non ci fosse una trilogia di mezzo, ma è un ottimo lavoro, un ottimo video. Divertente, intelligente. E sono anche abbastanza fiduciosa nel fatto che la fantomatica trilogia, una volta conclusa, possa risultare un pacchetto piuttosto interessante.
La mia polemica e il mio fastidio? Per la quasi totalità dei commenti in cui mi sono imbattuta. Per la banalità delle critiche.
Da un lato si innalza il coro del vecchio leitmotiv dell'erano-meglio-i-Placebo-di-una-volta e già qui mi girano i coglioni. Un po' per la cosa in sé perché mal sopporto i nostalgici a oltranza e un po' perché, se anche per alcune cose un po' di nostalgia potrebbe starci, per i video proprio no, ecco. Io gli voglio tanto bene eh, come sempre tengo a precisare, ma decisamente i video non sono mai stati il loro punto forte. Senza fare paragoni esterni e rimanendo nell'universo Placebo e senza neanche voler proprio raschiare il fondo con quelle perle di rara bruttezza che sono stati i video di Bright Lights e di Ashtray Heart (luccicavano!!), tolti Pure Morning, Song To Say Goodbye e pochi altri che sono validi, non è che ci siano poi questi capolavori. Il problema è che per la maggior parte del popolo di Placebolandia, un video figo dei Placebo=un video dove si vede tantissimo Brian (e poco importa che abbia aureole luminose). Poi noi-li-ascoltiamo-solo-per-la-musica-oh-sì.
Che poi, tra parentesi, molti di quelli inneggiano ai vecchi video sono quelli che fino a prima dell'era LLL si lagnavano perché i Placebo non si sbattevano abbastanza per i video delle canzoni. Chiusa parentesi.
Dall'altro lato ci sono i convinti sostenitori dell'assoluta coerenza canzone-video. Bah. Ora, io l'ho sempre trovata una cosa un po' banalotta che un po' indica mancanza di idee e un po' confina in modo riduttivo entro i canoni di una storia quella che è la normale potenza immaginifica di un testo di una canzone, ma per carità, questa è la mia opinione.
Però. Con tutta la buona volontà. Cosa cazzo vuoi rappresentare sul testo di LLL? Davvero, c'è qualcuno che lo ha veramente capito fino in fondo il testo di LLL? (No, neanche Brian, secondo me). La cosa più vicina ad una rappresentazione che potevano fare l'hanno fatta con il liryc video e si intuivano degli alieni in relazione a quei them. E non mi pare il caso di aggiungere altro. Non so se c'è qualcuno che si è veramente auspicato di vedere Brian gorgheggiare on a cloud ma l'idea mi terrorizza più della voce di Ellis e quindi smetto di pensarci.
Fine della polemica? In effetti no, ma facciamo di sì. Anche perché non escludo che sentirò l'insopprimibile esigenza di esprimermi anche sulle reazioni che stanno accogliendo la povera (e forse un po' inutile ok, però niente affatto male) piano version sempre di LLL.
Ma checcazzo, stanno facendo davvero un sacco di cose per quest'album. Ok, non ci si può esaltare per tutte, è fisiologico, ma che soddisfazione c'è nel lamentarsi sempre e comunque? E parlo di lamentele serie e risentite, non di quella sana (auto)ironia (quella alla fan-dei-Muse, per capirci) che pare avviarsi verso l'estinzione. Mah. Il senso di alcune dinamiche continua a sfuggirmi.
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martedì 11 marzo 2014
lunedì 10 marzo 2014
I love collecting toys, the more absurd and silly the better...
Non ho un atteggiamento coerente verso i compleanni.
In realtà non ho un atteggiamento coerente verso paccate di cose, ma in questo momento l'argomento sono i compleanni e, in particolare, i compleanni famosi.
Me ne ricordo sempre ma devo essere dell'umore giusto per postare o comunque produrre qualcosa al riguardo. Ergo, non lo so se, alla fine, mi mobiliterò per il 31 marzo, però nel frattempo segnalo l'iniziativa.
In realtà non ho un atteggiamento coerente verso paccate di cose, ma in questo momento l'argomento sono i compleanni e, in particolare, i compleanni famosi.
Me ne ricordo sempre ma devo essere dell'umore giusto per postare o comunque produrre qualcosa al riguardo. Ergo, non lo so se, alla fine, mi mobiliterò per il 31 marzo, però nel frattempo segnalo l'iniziativa.
venerdì 7 marzo 2014
There's part of me you'll never know
Verrà il giorno in cui sarò di nuovo in grado di esprimermi a parole e non a video.
Ma non è questo il giorno.
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martedì 4 marzo 2014
Then what's the point? There is no point. That's the point.
- Vorresti che tornasse?
Silenzio. Le risposte che non si fanno trovare.
- Non lo so.
- Non lo sai?
- Dipende dai giorni.
Sopracciglio inarcato. Cavarsela con poco è fuori discussione.
- E' come nei film scadenti. Certi giorni vorrei che tornasse. Certi altri vorrei avere la certezza che non tornerà mai. Per chiudere i conti. Vorrei seppellire il fantasma.
Rumore di pioggia sul davanzale. Non sopporto più questa pioggia.
Non sopporto le domande a cui non puoi evitare di rispondere.
- Cosa provi esattamente?
- Perché lo stai facendo?
- Perché tu lo stai facendo?
- Era inevitabile. Lo sai anche tu. Era solo questione di tempo.
Una vecchia canzone pop. Ma chi cazzo ha acceso la radio.
Ricordi. Labbra spaccate. Sangue che scende in gola. E' caldo. Salato.
Vuoi chiedermi ancora di restare? Vuoi chiedermi di nuovo di andarmene?
- Cosa provi esattamente?
- Non lo so.
- Non è vero.
- No.
- Cosa provi?
- Non lo so.
- Cosa provi?
- Non lo so.
- Non devi pensarci. Devi rispondere.
- Non voglio.
- Perché?
- Perché non c'è una risposta.
- Le risposte ci sono sempre. Solo non ci piace sentirle. Cosa provi?
- Rabbia.
Rabbia folle. Nera. Soffocante.
- Per cosa?
- Non lo so.
- Per cosa?
- Stupidità.
- Di chi?
- Della cosa in sé.
- Non puoi provare rabbia per una cosa del genere.
- Non posso? E' quello che provo. Quindi posso.
Vorrei fare male. Ferire. Aprirmi le nocche a forza di pugni e spaccarmi le mani cercando di stringere più forte.
Rumore di ossa che si spezzano. Paura che prende il posto di qualunque altra cosa.
Se hai paura forse la smetterai di sentirti così dannatamente infelice.
Se hai paura forse la smetterai di dire stronzate.
- Che cosa resta?
- Pezzi di frasi. Parole che non usavo e che ora uso. Mezze abitudini.
- Nient'altro?
- Cos'altro? Cosa resta di solito quando te ne vai?
- Una porta chiusa. Le stanze che per un po' conservano l'odore della vita che hanno visto passare, prima di assumere quel sentore stantio dei posti abbandonati.
- Cosa servirebbe?
- Sentirsi in colpa. Avere dei rimorsi.
- Servirebbe?
- A volte. Forse.
- E i ricordi?
- I ricordi cosa?
- Come la metti con i ricordi?
- I ricordi sono come quello che resta.
Una porta chiusa su una stanza dall'aria viziata.
lunedì 3 marzo 2014
venerdì 28 febbraio 2014
Still not an exit
E niente, continua il connubio Kesh-Ellis anche per il nuovo video di Loud Like Love.
Sono abbastanza fiduciosa nella buona riuscita, solo che speravo in qualcosa di un po' più nuovo.
Non so, riciclare l'idea di TMF così a breve distanza mi lascia un po' perplessa.
Ho il sospetto che Brian - da bravo fanboy qual è - ora che è finalmente riuscito ad ottenere la collaborazione di Ellis non abbia più intenzione di lasciarlo andare.
Resta da sperare che non riesca mai a coinvolgere davvero PJ Harvey altrimenti non ce la leviamo più.
Stavo per linkare una mini recensione del video ma è già sparita, o io non la trovo più, quindi vi dovete accontentare degli screenshot che sono riuscita a salvare.
Ovviamente i riferimenti ad American Psycho pare che prosperino. Prima o poi dovrò risolvere i miei problemi con quel libro. Forse. Mah.
mercoledì 26 febbraio 2014
More than meet the eye
Piccola considerazione a margine: il cameramen non ha nessun senso del Molsdal. Sulla fine di LLL acustica si devono inquadrare tutti e due perché Brian, contrariamente a quanto dice, si concentra moooolto sul meet the eye con Stef.
martedì 25 febbraio 2014
It never occurred to me it wasn't the beginning. It was happiness. It was the moment. Right then.
- Tesoro, sei sicura di sentirti bene?
La voce di Rebecca suona leggermente più alta del dovuto, il che mi rivela immediatamente che a) ha capito perfettamente che bene non sto e b) di conseguenza teme di essere morsicata per avermi chiamato “tesoro”, aspetto, questo, di cui normalmente se ne batterebbe pacificamente i coglioni.
- Perché? Ti sembra che non stia bene? - scandisco di rimando tanto per amore di conversazione, cercando di dare alla mia domanda un tono quanto più neutro possibile ma riuscendo soltanto a sembrare ancora più rincoglionita di quello che sono.
Rebecca si limita a fissarmi con uno sguardo severo e io penso che, se adesso mi ricorda che le sbronze non le smaltisco più come quando avevo quindici anni, la sbatto fuori di casa senza neanche farle prendere il cappotto.
Che poi perché Rebecca è a casa mia? Mi chiedo più o meno nello stesso momento in cui realizzo che quello che sto guardando non è il tavolo della mia cucina. E che in mano non ho la mia tazza.
Apro la bocca per chiederle come mai abbia dormito da lei ma mi rendo conto che non ho voglia di sapere la risposta.
La guardo. Mi guarda. Sappiamo più di quanto serva sapere e non c'è bisogno di parlare.
E resta comunque qualcosa che ci sfugge. Che non riusciamo mai ad afferrare del tutto.
Sospeso nel fumo che si alza dalle tazze di caffè e che rimane a mezz'aria tra il piano di legno del tavolo e il lampadario vintage.
Mischiato alla polvere che si arrotola su se stessa nel primo raggio di sole che filtra dalle finestre della cucina.
Riflesso sul pelo lucido di Milady, la gatta dagli occhi scompagnati, come quelli di Bowie.
Qualcosa ci sfugge, anche se per poco. Basterebbe allungare le dita e riusciremmo ad afferrarlo. O forse si sposterebbe. Come il polline che comincia a entrare dalla finestra e che farà venire l'allergia a Becky, trasformando il suo vocabolario già colorito in quello di un portuale incazzato.
Qualcosa ci sfugge.
Ma forse va bene anche così.
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lunedì 24 febbraio 2014
Everything is turning grey...
...aka il Molko tenta un approccio al colore e comincia con il grigio, salvo poi rendersi conto che finisce pezzato alla velocità della luce e la sera dopo ripiega precipitosamente sul nero.
Peraltro senza cambiare modello, che, come per le camicie, pare che anche queste maglie le abbia prese in stock.
Ecco, ora ho finito di fare la fan critica e distaccata e posso riprendere a fare aaaaaaawwww.
Setlist ridotta, suppongo perché siamo ad un festival, vediamo se domani vengo smentita.
Ovviamente niente teli o tende della doccia, per lo stesso motivo.
Ricompare Bionic ma spariscono Space Monkey, Blind, Exit Wounds, A Million Little Pieces, 20 Years, Running Up That Hill e Speak in Tongues e sulle prime due mi dispero discretamente.
Sparice anche Scene of the Crime e sinceramente questa mi lascia un po' perplessa.
Ripeto, spero che tutti questi tagli siano dovuti al contesto e che la setlist di domani o comunque delle gig esclusivamente loro sia di nuovo un po' più corposa.
Il telo invece possono continuare a dimenticarselo, anche se non posso fare a meno di notare che tra i pezzi tagliati c'erano tutti quelli "nascosti". Mah, confidiamo nella saggezza del Molko, come sempre.
Ah, sì, dimenticavo.
Se non ho preso cantonate però questa setlist comincia con Post Blue e quindi la proprietaria ringrazia sentitamente il Molko per il pensiero.
*e corre a nascondersi sghignazzando dopo questa minchiata*
Peraltro senza cambiare modello, che, come per le camicie, pare che anche queste maglie le abbia prese in stock.
Ecco, ora ho finito di fare la fan critica e distaccata e posso riprendere a fare aaaaaaawwww.
Ovviamente niente teli o tende della doccia, per lo stesso motivo.
Ricompare Bionic ma spariscono Space Monkey, Blind, Exit Wounds, A Million Little Pieces, 20 Years, Running Up That Hill e Speak in Tongues e sulle prime due mi dispero discretamente.
Sparice anche Scene of the Crime e sinceramente questa mi lascia un po' perplessa.
Ripeto, spero che tutti questi tagli siano dovuti al contesto e che la setlist di domani o comunque delle gig esclusivamente loro sia di nuovo un po' più corposa.
Il telo invece possono continuare a dimenticarselo, anche se non posso fare a meno di notare che tra i pezzi tagliati c'erano tutti quelli "nascosti". Mah, confidiamo nella saggezza del Molko, come sempre.
Ah, sì, dimenticavo.
Se non ho preso cantonate però questa setlist comincia con Post Blue e quindi la proprietaria ringrazia sentitamente il Molko per il pensiero.
*e corre a nascondersi sghignazzando dopo questa minchiata*
lunedì 17 febbraio 2014
So fuck you anyway
Sto ridendo come un'idiota.
Potevo anche non dirlo.
Se questo è solo l'inizio della settimana...
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martedì 11 febbraio 2014
Goodbye love
Io ci muoio. Tutte. Le. Volte.
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lunedì 10 febbraio 2014
mercoledì 5 febbraio 2014
Fuck that! I wanna do my laundry whenever the fuck I wanna do my laundry.
Sono troppo tranquilla. Dev'esserci qualcosa che non va.
Sono stranamente quieta, al punto che non mi
incazzo neanche quando la collega di turno mi coinvolge nell'ennesima
discussione di cui non mi frega assolutamente un cazzo (e che ruota
immancabilmente intorno a qualcosa di abbigliamento).
Ho giusto un barlume di fastidio quando sento un
commento a proposito di Bob Dylan che è "una roba country" ma poi
risprofondo nella mia tranquillità. O apatia. E' ancora da capire.
E poi mi viene il dubbio che questa indifferenza
sia una sorta di meccanismo di difesa che scatta quando viene rilevato un picco
di fastidio imminente.
In pratica, o mi disinteresso o sparo tutti
affanculo.
Perché in effetti, a pensarci bene, sì, qualcosetta
che mi dà fastidio c'è.
Mi urta che nessuno intorno a me l'altra mattina, a
parte l'unica amica che evidentemente appartiene alla mia stessa specie, abbia
fatto neanche un cenno a Philip Seymour Hoffman.
Mi urta che nessuno sapesse neanche di che diavolo
si stava parlando, mentre io e l'amica ci esternavamo il reciproco stupore e
dispiacere.
Mi urta che per la maggior parte delle persone che
mi circondano quello che non si sa è perché non vale la pena saperlo.
Mi urta chi cerca di convincermi che l'ultimo libro
di Fabio Volo è davvero cariiiiiinoooo.
Mi dà profondamente fastidio chi lavora tutto il
cazzo di giorno con un pc davanti al naso e non sa cos'è Chrome. E alla
risposta "è un browser" la situazione, lungi dal risollevarsi,
precipita.
Mi dà profondamente fastidio la pigrizia mentale.
L'inerzia. La pacifica e soddisfatta accettazione della propria ignoranza.
Mi urta la tipa che, sventolandomi davanti al naso
il dvd di Una notte da leoni 3 mi dice con tanto d'occhi sgranati "ma come
non l'hai visto?! Proprio tuuuuu...." Sì, darling, proprio io, checcazzo,
è esattamente quello il punto.
Mi urta la tizia che "ma come fa ad esser
bello Fight Club...è violento!"
Mi danno fastidio le persone che ti si appiccicano
improvvisamente e senza motivo. E che pensano pure di essere arrivate a farti
un favore.
Mi fa venire l'orticaria la tipa che mi regala il
suo nuovo libro (autopubblicato) da leggere, con l'evidente intento di
obbligarmi a dirle quanto è brava - hai proprio trovato quella buona, gioia.
Mi rendono idrofoba i consigli non richiesti, le
discussioni portate avanti riportando quello che qualcuno ha detto su facebook
con relativi commenti, le tipe che io-non-mi-trucco-perché-non- ho-mica-tempo-io.
Mi urtano i titoli dei giornali con la parola shock
affiancata a qualsiasi cosa.
Le perturbazioni numerate.
Ah sì. E anche i carciofi cotti.
*risprofonda nel suo stato di quiete*
L'elenco del fastidio è prolungabile a piacere.
Buona giornata fan dei Placebo e non.
martedì 4 febbraio 2014
lunedì 3 febbraio 2014
giovedì 30 gennaio 2014
What were you thinking about? I was going to kill my heroine. But I've changed my mind.
Clarissa è una stronza. Ma una stronza vera, non di quelle che dietro una superficie di stronzaggine poi si squagliano alla prima occhiata da cucciolo indifeso.
Forse non è neanche tutta colpa sua.
Con quel nome, un po' stronza lo devi essere per forza. Non ho ancora deciso se sia il caso di farlo presente a sua madre. Tanto ormai è andata, non è che puoi cambiare nome a trent'anni.
Il bello è che di fianco a Clarissa, io sono quella con un buon carattere. O almeno quella è l'impressone che passa all'esterno.
In effetti chiunque sembrerebbe un esempio di dolcezza e disponibilità a fronte delle sue risposte tendenzialmente terminali.
- Cla, ma c’è qualcosa che non va? - le chiedo mentre la osservo sfilare e rimettere a posto lo stesso dvd dalla mia libreria per qualcosa come la decima volta di fila.
- E che cazzo vuoi che ci sia?
Ecco appunto.
Cerco di concentrarmi sulle mie unghie per non trovarmi smalto arancione fluo su tutte le mani ma il suo continuo agitarsi mi sta facendo venire il mal di mare.
- Cla, ti siedi? Mi stai facendo venire il mal di mare - le dico coerentemente.
- Anche tu mi fai venire il mal di testa per come abbini i colori ma evito sempre di fartelo notare.
- Certo, altrimenti saresti a corto di battute stronze per i momenti come questi.
Lei mi guarda storto e poi guarda la bottiglia del Martini.
Io annuisco a prescindere, quando si tratta di Martini.
E poco importa se mi accingo a violare la mia regola di non ingerire niente di alcolico prima delle sei di pomeriggio. E che quella che ha bisogno di bere in questo momento non sia io.
- Porta anche le olive - mi urla dal divano dove si è infine accasciata in una postura che contrasta con la femminilità del suo abbigliamento, mentre io cerco di individuare due bicchieri puliti nel campo di battaglia che è la mia cucina.
Clarissa è stronza. Il problema è che lo è prima di tutto con se stessa. E che lo sa.
Quindi non mi resta molto da dire mentre ascolto quello che mi racconta.
- Quello che mi fa girare i coglioni è che di solito a me queste cose non succedono - mi dice piantandomi in faccia quei suoi occhi enormi e carichi di ombretto viola.
Io mi limito a trangugiare l'ultimo sorso di Martini e a fissare l'oliva rimasta sola a rotolare sul fondo del bicchiere. Perché il finale sottinteso di quella frase è che in genere queste cose succedono a me.
- In genere sei tu quella troppo buona...
- Cla, non sono troppo buona. Semplicemente nella maggior parte dei casi non ritengo valga neanche la pena di incazzarsi. Suppongo rientri nelle declinazioni dell'egoismo.
Lei fissa a sua volta l'oliva superstite nel suo bicchiere poi afferra uno stuzzicadenti, la infilza con cattiveria e se la mangia.
- Sarebbe egoismo se per quello per cui non vale la pena incazzarsi poi non valesse neanche la pena starci male. Se non ti incazzi però poi ci stai di merda vuol dire che facevi meglio a incazzarti prima e a risparmiarti il dolore poi.
La guardo mentre mastica l'oliva con sguardo assorto, totalmente incurante della dubbia grammatica di quanto mi ha appena esposto.
E allora penso che forse Clarissa non ha mica poi tutti i torti. Ad essere così stronza.
mercoledì 29 gennaio 2014
Look me in the eye, say that again
Let's pretend we never met.
Let's pretend we're on our own.
We'll live different lives.
Until our cover's blown.
EDITORS – The Racing Rats
- Molko, mi stai evitando?
- Bellamy, ridimensiona il tuo ego, sto solo uscendo a fumare.
- Ti accompagno.
- Ma tu non fumi.
- Ho voglia di una boccata d'aria.
- Ma si gela.
- Senti, ma ti do fastidio?
- Vuoi veramente che ti risponda?
- Vaffanculo, cammina.
continue reading...
martedì 28 gennaio 2014
I'd pay to have you near
Niente da fare. Per una volta che avevo già pronta una bella coltellata angst-mollamy da propinare tra qui e Efp, arrivano quelle tre a scombinarmi i piani.
E siccome questo ogni tanto vorrebbe incidentalmente essere un blog sui Placebo, pare brutto non cagarli se mettono fuori delle date.
Qui la notizia incriminata.
Che poi.
La domanda come sempre sorge spontanea: ma loro lo sanno? Sì?
O è il caso che qualcuno li avvisi?
Perché Live Nation e Ticketone lo sanno ma sui loro canali non ce n'è traccia...
In compenso continuano a postare su fb e su Instagram foto di una secret recording...
Il fan dei Placebo è pronto a lanciarsi in elaborate elucubrazioni.
Domani arriva la coltellata angst-mollamy, prima che il buonumore per le date mi prosciughi ogni tendenza al melodramma.
E siccome questo ogni tanto vorrebbe incidentalmente essere un blog sui Placebo, pare brutto non cagarli se mettono fuori delle date.
Qui la notizia incriminata.
Che poi.
La domanda come sempre sorge spontanea: ma loro lo sanno? Sì?
O è il caso che qualcuno li avvisi?
Perché Live Nation e Ticketone lo sanno ma sui loro canali non ce n'è traccia...
In compenso continuano a postare su fb e su Instagram foto di una secret recording...
Il fan dei Placebo è pronto a lanciarsi in elaborate elucubrazioni.
Domani arriva la coltellata angst-mollamy, prima che il buonumore per le date mi prosciughi ogni tendenza al melodramma.
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lunedì 27 gennaio 2014
Just break a silence cause I'm drifting away
E buon inizio di settimana.
martedì 21 gennaio 2014
Yes, I'm gonna win - NME Awards 2014
Che la mia considerazione per gli NME Awards sia colata a picco ormai da un po' è risaputo, ed è il motivo per cui ogni anno mi riprometto di ignorare ostentatamente tutta la faccenda.
E puntualmente ogni anno ci ricasco e non resisto alla tentazione di dare almeno una sbirciata alle nomination. Il che, altrettanto puntualmente dà il via a tutta quella serie di pratiche di autoflagellazione, testate al muro etc. etc. che si rendono purtroppo necessarie durante l'osservazione delle oculate scelte operate.
Le nominations:
Best British Band
Arctic Monkeys
Biffy Clyro
Disclosure
Foals
Palma Violets
Two Door Cinema Club
Best International Band supported by Austin, Texas
Arcade Fire
Haim
Nick Cave & The Bad Seeds
Phoenix
Vampire Weekend
Queens Of The Stone Age
Best Solo Artist
David Bowie
Jake Bugg
Kanye West
Lorde
Lily Allen
Paul McCartney
Best New Band supported by Mossimo
Chvrches
Courtney Barnett
Drenge
Jagwar Ma
Swim Deep
Wolf Alice
Best Live Band
Arctic Monkeys
Biffy Clyro
Haim
Palma Violets
Queens Of The Stone Age
Savages
Best Album
Arctic Monkeys – 'AM'
Drenge – 'Drenge'
Kanye West – 'Yeezus'
Peace – 'In Love'
QOTSA – '…Like Clockwork'
Savages – 'Silence Yourself'
Best Track supported by Blackstar Amplification
Arcade Fire – 'Reflektor'
Arctic Monkeys – 'Do I Wanna Know?'
Daft Punk – 'Get Lucky'
Disclosure – 'White Noise'
Lily Allen – 'Hard Out Here'
Primal Scream – '2013'
Best Music Video
Arcade Fire – 'Reflektor'
Arctic Monkeys – 'Why'd You Only Call Me When You're High?'
Eagulls – 'Nerve Endings'
Haim – 'Falling'
Lily Allen – 'Hard Out Here'
Pharell – 'Happy'
Best Festival
Bestival
Glastonbury
Latitude
Reading & Leeds
T In The Park
V
Best TV Show
Breaking Bad
Doctor Who
Fresh Meat
Game Of Thrones
Misfits
Sherlock
Best Music Film
Good Vibrations
Made Of Stone
Muscle Shoals
Muse - Live At Rome Olympic Stadium
The National: Mistaken For Strangers
Sound City
Best Reissue
The Beta Band, 'The Regal Years: 1997–2004'
The Breeders, 'LSXX (Last Splash 20th Anniversary Edition)'
Bob Dylan, 'Bootleg Series, Vol. 10: Another Self Portrait (1969-1971)'
The Clash, 'Sound System'
Nirvana, 'In Utero: 20th Anniversary Edition'
The Velvet Underground, ‘White Light/White Heat 45th Anniversary Super Deluxe Edition’
Best Band Blog Or Twitter
Alana Haim, Haim
Albert Hammond Jr
Grimes
James Blunt
Jehnny Beth – Savages
Theo Hutchcraft, Hurts
Best Book
Alan McGee – 'Creation Stories'
Beck – 'Song Reader'
Bob Stanley – 'Yeah Yeah Yeah'
Mark Lewisohn – 'The Beatles – All These Years: Volume One: Tune In'
Morrissey – 'Autobiography'
Richard Hell – 'I Dreamed I Was A Very Clean Tramp'
Best Small Festival
Green Man
Festival Number 6
Kendall Calling
Rockness
Swn
Y Not
Best Fan Community
Arctic Monkeys
Hurts
Haim
Morrissey
Muse
Peace
Music Moment Of The Year
Arctic Monkeys headline Glastonbury
Kanye West brings Jesus on stage
Morrissey's autobiography is released
Noel and Damon come together for Teenage Cancer Trust
Pussy Riot are freed
Rolling Stones headline Glastonbury
Worst Band
30 Seconds To Mars
The 1975
Imagine Dragons
Muse
One Direction
The Wanted
Hero Of The Year
Alex Turner
David Bowie
Este Haim
Lou Reed
Pussy Riot
Russell Brand
Villain Of The Year
David Cameron
Harry Styles
Miley Cyrus
Robin Thicke
Russell Brand
Vladimir Putin
Le riflessioni che seguono. Per lo meno quelle immediate e istintive - che se mi metto a commentare tutto finisco a premiazione avvenuta.
La prima considerazione che viene spontanea (siamo sempre sul blog del fan dei Placebo, ricordiamocelo) è che i Placebo sono come il cucchiaio di Matrix. Non esistono.
Pazienza l'anno scorso, ma quest'anno c'è un nuovo album. Forse sarebbe il caso che qualcuno facesse trapelare la cosa a quelli di NME. Così, anche solo per uno Snob Band Of The Year.
Poi. Si offre un cospicuo compenso in denaro per chiunque riveli la formula in base alla quale vengono elaborati gli accostamenti. No, perché seriamente, trovarmi David Bowie e Jake Bugg affiancati come Best Solo Artist mi fa venir le convulsioni. Che senso ha? Jake Bugg nel suo genere non è neanche male, se parliamo di chi si aggira sulla scena negli ultimi anni ha senso prendere in cosiderazione le new entries e vedere chi se la cava più dignitosamente, ma piazzare l'ultimo ragazzino chitarra-munito a fianco del Duca Bianco e fare pure finta di decidere chi è meglio mi sembra, oltre che profondamente idiota, una discreta presa per il culo.
Non so, è come il Best Live Band ai Rolling Stones l'anno scorso.
Sono discretamente soddisfatta per gli Arctic Monkeys e per il Biffy Clyro.
Sono stata colta da un attacco di risatine convulse per la riesumazione di Nick Cave e soci.
Ho dato le mie doverose capocciate in giro di fronte al nome di Lily Allen.
E, ovviamente, sono profondamente orgogliosa per la nomination dei Muse come Worst Band per il secondo anno di fila. Davvero, visti gli standard di NME sono così fiera di loro
*si asciuga una lacrimuccia*
Oltretutto in compagnia di Jared-IoSonoUnFigo-Leto.
*visualizza la faccia del Bellamy in una potenziale foto insieme a Jared*
A questo punto trovo persino un po' sleale la concorrenza degli One Direction.
A parte scherzi, lo fanno apposta vero? Veeero? In realtà sono quelli del Coro che hanno fatto le nomination.
E a proposito di Coro.
Sempre i Muse si beccano di nuovo la nomination per la Best Fan Community.
Non so se rotolare dal ridere o dal dolore.
E il Live at Rome Olympic Stadium finisce in gara per il Best Music Film.
Seriamente, una celebrazione della coerenza.
Senza contare che il panorama che emerge da tutto ciò è pari ad un centesimo di quella che è l'effettiva scena musicale dell'ultimo anno e quello che dovrebbe essere in qualche modo un evento significativo, la selezione di un campione rappresentativo, altro non risulta essere se non un'accozzaglia male assortita di nomi pescati senza criterio.
Mi fermo qui perchè potrei rischiare di sembrare polemica.
E perchè mi conservo qualcosa per dopo le premiazioni che dovrebbero essere il 26 febbraio.
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